Vetrina biennale dell’aerospazio italiano tenutasi a Torino dal 4 al 13 giugno 1968 con “Festa dell’Aria” domenica 9. Fino al 1970 il salone era sdoppiato: gli stand in città nei vasti padiglioni di Torino Esposizioni e la mostra statica all’aeroporto di Caselle. Dal 1972 l’evento sarà concentrato a Caselle. Il 5° Salone del 1972 era stato anche l’ultimo. Faceva in qualche modo concorrenza alle analoghe manifestazioni di Farnborough e Le Bourget e le industrie aeronautiche britanniche e francesi avevano concordemente deciso di non partecipare più al salone italiano.
Nel 1968 spiccava la presenza di ben sette aeromobili sovietici. C’erano il Tupolev Tu-134 CCCP-65617, l’Ilyushin Il-62 CCCP-86671, lo Yakovlev Yak-40 CCCP-19661 e il gigantesco Antonov Ah-22 Antei che aveva trasportato a Torino il vettore spaziale Vostok montato poi di fronte al palazzo di Torino Esposizioni. I tre elicotteri con le insegne dell’Aeroflot comprendevano il MIL Mi-6 (Hook nel codice NATO) CCCP-21175 poi danneggiato per atterraggio duro a Tarko-Sale il 4 novembre 1968 e radiato, il MIL Mi-8 (Hip) CCCP-11053 e il MIL Mi-10 (Harke) CCCP-04105. Fino al collasso finale dell’Unione Sovietica, la marca di nazionalità CCCP era l’acronimo in alfabeto cirillico del termine Союз Советских Социалистических Республик ovvero Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.
L’U.S. Army Aviation esponeva un Sikorsky H-34A-SI Choctaw della 5 ATAF (Allied Tactical Air Force) di base a Verona/Boscomantico. Fu accantonato il 30 settembre 1974 alla Davis-Monthan Air Base con l’Inventory Number del MASDC XJ189. Quasi subito ceduto alla Fuerza Aérea del Ejército de Nicaragua con codice FAN519 (1) che lo radiò il 17 novembre 1978.
A Caselle l’Agusta esponeva un A 106 e un Agusta/Sikorsky SH-3D Sea King. A Torino l’Agusta/Bell AB 205 I-AGUH costruito nel 1965 e l’AB 206A JetRanger I-AGUH (c/n 8036 del 1968) poi incidentato a Calosso il 3 giugno 1978 e radiato.
Nota di colore. Durante la “Festa dell’Aria” il MIL Mi-6 con la scavatrice della SAGAT appesa al cavo, conclusi alcuni passaggi di fronte alla zona del pubblico, si allontanò verso nord sorvolando il tratto erboso tra la via di rullaggio e la rete che cingeva lo stabilimento della FIAT Aviazione. L’azienda aveva concesso l’accesso a migliaia di dipendenti e famiglie per assistere (gratuitamente) all’air show. All’improvviso si udì uno schianto e si alzò un gran polverone. Invece di depositare sull’erba il mezzo meccanico, l’elicottero lo aveva “sganciato” da una certa altezza!.Non è noto chi pagò all’ente di gestione dell’aeroporto i danni per la distruzione della ruspa.
Reportage: Luciano Bertolo










